Grapes, Castel Gandolfo, Roma

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Chiusura: lunedì                                             Prezzo: 25 euro
 
Via dei Pescatori 7
00040 Castel Gandolfo
Tel. 06 93020889
www.grapesbirreriaartigianalecastelgandolfo.it
 

Andare da Grapes è un’esperienza, ma che tipo di esperienza sia sta a voi definirlo. E’ sicuramente un tuffo nella spesso banale cucina americana, che però può  riservare molte sorprese: i gestori infatti si adeguano alla grande richiesta di birre artigianali del momento mettendo a disposizione al prezzo politico di 5 € molte spine di varia provenienza anche internazionale con alcune case ricercate come la BrewDog, Ducato, Birra Del Borgo, Toccalmatto e così via.

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Prima di tutto è meglio sfruttare le giornate di sole per visitare Castel Gandolfoinfatti il ristorante si trova proprio di fronte al lago con l’opportunità di fare una passeggiata ristoratrice dopo il lauto pranzo.

All’entrata del locale invece troverete un avviso singolare: per smitizzare l’ormai ben noto Trip Advisor, vi verrà offerta una birra gratis per ogni recensione negativa che farete. Con questo stratagemma il titolare ha saputo trarre a proprio vantaggio delle precoci opinioni negative arrivate subito dopo l’apertura, probabilmente perché gli abitanti del luogo si aspettavano forse un’ altra tipologia di ristorante.

Il lunghissimo bancone ha un’altrettanto lunga fila di neon blu da fare invidia a qualsiasi fan del tuning dal quale si affacciano moltissime spine, sormontate da schermi giganti sui quali trasmettono tutte le partite della giornata, da quelle di calcio a tutti gli sport americani più comuni.

Dopo una piacevole chiacchierata con Tony, il gestore, che è ovviamente americano, ma romano d’adozione, e che si è rivelato un ottimo intrattenitore, con una vita interessante e piena di aneddoti, ci facciamo consigliare sulle birre e sulle ordinazioni.

Iniziamo con delle classiche onion ring con una pastella buona e croccante, ma leggermente troppo spessa rispetto al contenuto, degli spiedini di pollo con salsa alle arachidi, delle grilled wings with BBQ sauce che ci sono piaciute molto.

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Ci lasciamo tentare dal pollo fritto perché Tony ce lo consiglia ed effettivamente era croccante fuori, morbido all’interno e molto buono.

Ma il motivo principale per il quale ritorniamo da Grapes sono e rimarranno le Baby back ribs, delle tenere e succulente costolette affumicate e cotte sulla griglia con salsa barbecue home-made da mangiare rigorosamente con le mani.

Incuriosita dal procedimento chiedo al titolare di mostrarmi l’affumicatore e mi racconta di esserselo fatto fabbricare appositamente dal fabbro mentre inserisce decine di nuove costolette all’interno ad affumicare. Potrete vederlo nel giardino dove ci sono i tavolini, assomiglia ad una torretta in latta e l’odore che sprigiona sarà il motivo che vi farà fermare se mangiare qui non era la vostra prima scelta.

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Molto buona anche la spalla stufata e le patatine fresche tagliate a mano.

Non contenti ordiniamo anche un massive burger da 350 gr e un altro panino del quale non ricordiamo bene il nome, ma che sembrava del pane arabo imbottito con straccetti di carne simil-kebab. La porzione di quest’ultimo ci è arrivata con un panino doppio che non ci aspettavamo!

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Non fatevi sfuggire la cheese cake preparata dal proprietario in persona perché è davvero buonissima!

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Tirando le somme Grapes è un piacevole riarrangiamento della cucina dozzinale americana che però offre una giusta, golosa e sicuramente più sana alternativa ai terribili fast food di hamburger e patatine; in più potrete godervi una piacevole atmosfera da partita di football e costolette alla griglia col profumo di un’ottima birra artigianale alla spina.

Genkai 2, Prati, Roma


Chiusura: Sempre Aperto Prezzo : 15 € persona

Via Marcantonio Bragadin, 80
00136 Roma
Tel/Fax+39 06.39720056
sito : http://www.genkai2roma.com

Visto il momento di crisi ogni tanto capita di provare a sperimentare formule o soluzioni che siano alla portata di tutti. Per questo sempre più spesso si approda in ristoranti cosiddetti ” All You Can Eat” e nel nostro caso un giapponese.

Si trova in zona cipro, piazzale degli Eroi, il locale è arredato in stile orientale, pessima acustica, tavoli un po’ attaccati in certi punti.

Entrando troviamo molte persone sedute nonostante fosse un giorno feriale quindi ci sediamo speranzosi.

La modalità è questa: per una spesa di 15€ si mangia quel che si vuole, ma bisogna far attenzione a non lasciare nulla, altrimenti sarete costretti a pagarla. Iniziamo con una tempura di gambero e verdura delle piu’ classiche abbastanza nella norma.

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Proseguiamo con degli uramaki che, sia nell’aspetto che nel contenuto lasciano alquanto a desiderare, le quantità di pesce sono irrisorie, e la sensazione sia tattile che visiva è che il pesce non sia fresco.

Capita sempre più spesso che ristoranti cinesi cerchino di allargare il loro raggio d’azione, ma se lo facessero con un senso nessuno avrebbe da ridire. Purtroppo il voto finale non è buono, da Genkai 2 si guarda troppo al risparmio, e a mantenere in vita un meccanismo di produzione che non sposa ne la tradizione giapponese (in generale) ma soprattutto il lavoro minuzioso che la preparazione del sushi richiede.

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Nulla a che vedere con Genkai (zona viale Jonio289) che al contrario pur non essendo annoverato tra i migliori ristoranti di pesce della capitale, riesce con poco ad attestarsi in quella fascia medio bassa dove non vannno sicuramente a mancare nè qualita’ del pesce nè dignita’ del piatto.

Il corallo, Governo Vecchio, Roma

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Chiusura: Sempre Aperto (dopo Teatro) Prezzo medio: 35 euro

Via Del Corallo 10
00186 Roma
Tel. 06 68307703
www.ristorantepizzeriapiazzanavona.it
 

Abbiamo provato a pranzo questa trattoria nel pieno centro di Roma in zona Castel Sant’Angelo. Eravamo stati avvisati del fatto che fosse molto “normale”, ma spesso è proprio quello che serve.
Il Corallo quindi è una tipica trattoria romana che non riserva cattive sorprese, anzi potremmo dire che molti piatti potrebbero sorprendervi.

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Cominciamo bene con gli antipasti ordinando una focaccia con il rosmarino, due carciofi alla giudia decisamente fatti con criterio, e per rimanere “sul leggero” una parmigiana affatto male. Ci lasciamo attrarre dal pollo fritto impanato col sesamo, molto buono, asciutto, croccante, giusto un tantino secco seppur accompagnato da glassa balsamica.

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Per primo assaggiamo un tonnarello alla gricia con tartufo speciale con un uso bilanciato del tartufo ed un raviolo con carciofi delicato, anche se viziato da un goccio di panna.

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Mentre per secondo ordianiamo una coratella con carciofi abbastanza buona (la sbavatura che vedete sul bordo sul piatto è dovuto al fatto che gli amici hanno voluto assaggiarla) e delle verdure grigliate, entrambi molto buoni, ma non paragonabili con i piatti di più bassa provenienza: uno stinco di maiale che ci è rimasto nel cuore per morbidezza e sapore ed un abbacchio al forno buono come quello fatto da una delle vostre nonne prese a caso. 

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In una zona cosi centrale di Roma, Corallo ci tiene a far parlare di sè, rappresentando molti degli stereotipi della classica cucina da osteria, ma continuando a garantire nel tempo qualita’ e prezzi ragionevoli.

Ci è piaciuta anche la simpatia e attenzione del personale.

Sakana, Ostiense, Roma

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Chiusura: -                                                         Prezzo medio: 40 euro
in estate è aperto 10.00-24.00
 
 
Via Del Gazometro 54
00154 Roma
Tel.065744958
3355746726 – 6724
www.sakana.it

Sakana, che significa pesce, è il nome di questo ristorante giapponese, che si trova in zona Ostiense. Dobbiamo dire che negli ultimi anni proprio in questo quartiere c’è stato un vastissimo proliferare di ristoranti giapponesi e non, soprattutto per la vicinanza al quartiere Testaccio e i suoi numerosi locali notturni.
Già al momento della prenotazione alle 19.30 risultava al completo quindi ci prenotano due posti al kaiten che per noi è comunque ottimo perché era proprio dove volevamo che ci sistemassero.
Il locale non è molto grande le pareti sono sui toni del beige giallo arancione, si nota che per la sua conformazione in precedenza potesse essere un pub, dato che il bancone prende gran parte dello spazio.
Il  personale è sveglio ed interviene velocemente sulle ordinazioni e chiediamo in due tempi diversi prima del classico cirashi misto e poi del tempura udon, infine ci diamo da fare con i piattini del kaiten.

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Ci arriva anche la tempura udon che è spettacolare, anche se avremmo voluto del Ramen che purtroppo non era disponibile come piatto del giorno, sintomo di una buona provenienza delle materie prime.

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Notevoli anche i roll che ordiniamo, alcuni anche più elaborati del previsto, con più tipologie di pesce e generosi nelle porzioni.20121216-174430.jpg

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Per chiudere, non soddisfatti proviamo un salmone marinato in salsa teriyaki veramente buono e saporito.

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Sakana nel complesso ci è piaciuto e oltre ad offrire una buona cucina giapponese riesce a trasmettere un’atmosfera giovane, avulsa dal contesto del classico ristorante di sushi; il personale è più spigliato e meno formale come anche gli interni, un po’ atipici per essere un ristorante etnico, ma che riescono a creare una mescolanza di sensazioni inusuali e piacevoli assieme.

L’isola della pizza

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Chiusura: mercoledì Prezzo: 30 euro

Orari : 12:30-15:00 18:00 23:00
Via degli Scipioni 45, Roma
06 39733483
www.isoladellapizza.com

Ad essere sinceri il nome di questo ristorante potrebbe fuorviare. L’isola della pizza, molto frequentato per la sua cucina casareccia senza pretese, e’ costituito da ambiente rustico, o “finto rustico”, con corone d’aglio e peperoncini che scendono dai lampadari e dalle mensole, curiose installazioni di motociclette appese al soffitto e tante, tantissime foto dei vip che lo frequentano appese alle pareti.
E’ vero la pizza e’ il loro forte, romana, bassa e scrocchiarella, ma anche gli altri piatti non sono male.
Noi ci siamo andati a pranzo in tre in un giorno in mezzo alla settimana e senza prenotazione; ci fanno accomodare ad un tavolino vicinissimo a quello di alcuni clienti russi che erano talmente vicini che ci chiedono tranquillamente informazioni sulla città e ci passano l’oliera sul loro tavolo.

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Cominciamo immediatamente con tre carciofi alla giudia che anche se buoni di sapore purtroppo non erano mondati a dovere e le foglie esterne erano dure da masticare.20121216-174316.jpg

Dal buffet prendiamo un’insalata con carciofi crudi e scaglie di parmigiano (non eccelsa, ma non era nemmeno un piatto da chef quindi non è che si potesse pretendere granchè) e una bufala (vera).
Proseguiamo con una gricia molto grassa e godereccia ed una cacio e pepe discreta.

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Il prezzo e’ modico per essere in zona Prati e abbastanza congruo rispetto i piatti ordinati. C’è un’ ampia scelta di carne, che però non abbiamo assaggiato, ed il tiramisu a detta di amici che ci vengono spesso è da assaggiare.
In sintesi L’isola della pizza è una vera “isola di salvataggio” laddove la zona che la ospita offre per lo più soluzioni esose.

Felice a Testaccio, Roma

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Chiusura: mai                                    Prezzo medio: 35 euro

Via Di Mastro Giorgio, 29
00153 Roma
065746800
www.feliceatestaccio.it
 

Tutti conoscono la storia del ristorante Felice, che dal 1936 allieta le vie di Testaccio, ma magari in molti non sanno che tipo di personaggio fosse in principio il suo gestore: poteva infatti capitare di essere tra quegli sfortunati, che a naso Felice valutava non idonei, ed essere rifiutati anche a locale vuoto.
Il locale che è stato oramai ristrutturato, per quanto abbia assunto un carattere più innovativo nell’aspetto, conserva il fascino dovuto alla sua storia e un’esperienza decennale. Prenotare è un obbligo.

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Ci sediamo in un angolino della sala centrale purtroppo vicino ai bagni, ma a parte l’andirivieni delle persone nessun altro fastidio. Ci lasciamo convincere dal cameriere ad ordinare un involtino di melanzane al forno con menta e mozzarella, buono ma è stato tutto il resto a sorprenderci a partire da un ottimo carciofo alla romana.20121216-173515.jpg20121216-173617.jpg

Senza farci sopraffare dalla curiosità di assaggiare altro ordiniamo immediatamente la cacio e pepe che continua a dargli fama in tutta la capitale e che prevede il fantastico rituale in cui il cameriere mescola per vari minuti il cacio e il pepe che si trovano ai lati del piatto con la pasta e amalgamando egregiamente il tutto in una perfetta combinazione cremosa; il tutto effettuato rigorosamente con cucchiaio e di fronte al cliente.

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E’ nell’ordinazione dei secondi che troviamo massima soddisfazione, assaporando un delizioso abbacchio al forno con patate (chiedete la parte del rognone) che può sembrare all’ apparenza semplice ed obsoleto, ma che riassume tutta l’esperienza che Felice possiede.
Ottimo anche il trittico di bollito tra cui la lingua, su nostra richiesta accompagnata da una salsa verde incredibilmente buona.

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20121216-173601.jpgCi si alza in fretta perché il servizio è tra i più rapidi avendo una clientela vastissima, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Inoltre è aperto sino a tardi per turni post teatro.

Felice insomma sa come renderci “felici”!

Il caminetto

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Chiusura: mai                                    Prezzo medio: 30 euro
 
Via Dei Parioli, 89
00197 ROMA
Tel. 06.8083946
http://www.caminettoroma.it

il caminetto 3Possiamo considerare Il caminetto più che un semplice ristorante come una vera e propria azienda. Superando di gran lunga i 200 coperti nel periodo invernale triplica la sua capacità ricettiva nel periodo estivo. Viene inserito in quella fascia di ristoranti chic, anche per il solo fatto di esser posizionato nel cuore del quartiere Parioli di Roma, e anche per via delle sue frequentazioni (tacco obbligatorio per il pubblico femminile). Un avviso riguardo al parcheggio: il locale all’esterno è costellato da macchine lasciate in doppia fila, una pratica legittimata dallo stesso ristorante, che chiama i proprietari tramite un megafono interno per spostarla. Nella normalità sarebbe abbastanza imbarazzante, ma in questo tipo di location acquista una certa teatralità vanesia, degna dell’eterna ricerca della celebrità del momento.

il caminetto 1

il caminetto2 Nel caso in cui riusciate a sopportare tutto questo, vi confronterete comunque con un ottimo ristorante che riesce a cucinare carne e pesce bene allo stesso modo: a partire da ottimi antipasti di fritti non dozzinali tra i quali la caprese calda (una pasta sfoglia con una fetta di pomodoro e mozzarella leggermente fusa) che è una vera delizia.

“Il piatto all’occhiello” un po’ desueto ma che vi regalerà sorprese è la mezza manica al ragù bianco di vitella: una gioia per il palato.

Per stomaci senza paura la tartara di carne con cipolla e aceto è davvero appagante, come anche l’hamburger di carne.

A chiudere il tutto un piatto che adoriamo della cucina ebrea: il cervelletto fritto con le  zucchine che è una leccornia anche per i non amanti del fritto.

Ai Marmi, Trastevere, Roma (obitorio)

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Chiusura: mercoledì                                    Prezzo medio: 15-20 euro

Viale Di Trastevere n 53
00153 Roma
06.5800919
 

La pizzeria Ai marmi, nome che deriva dai tavolini col piano in marmo e affettuosamente ribattezzata dai romani “L’obitorio” per lo stesso motivo, è molto nota nel quartiere che la ospita, largamente frequentato da turisti e romani, e facilmente rintracciabile dalla lunga fila di persone che si va a creare di fronte le sue vetrine; si trova all’inizio di viale Trastevere e rimane sempre un caposaldo della pizza.
L’ambiente è informale e spartano, gli abili pizzaioli sfornano miriadi di pizze sui classici piattoni bianchi e i tavoli hanno tovaglie di carta.
Nel continuo caos del vociare della tipica pizzeria romana, le persone in fila che aspettano il proprio turno, i volteggi dei piatti tra le mani dei camerieri, sfrecciano fritti e antipasti sicuramente al di sopra della media delle pizzerie romane, ottimi il supplì, il filetto di baccalà e il fiore di zucca, un po’ meno buone le olive ascolane, decisamente surgelate.
Oltre alle classiche pizze, tutte basse e “scrocchiarelle” coi bordi bruciacchiati come da tradizione romana, abbiamo assaggiato una capricciosa con uovo alla Bismarck molto sfiziosa e un ottimo calzone ripieno.

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Il grande vantaggio che offre l’obitorio è che è aperto fino a tardi, ma fate attenzione perché se non prenotate dovrete aspettare un bel po’ in fila lì davanti soprattutto se siete tanti; ma ormai sembra quasi una trafila accettata di buon grado dai clienti, in particolar modo in estate quando, per ingannare l’attesa e nonostante la fila, si chiacchiera allegramente al fresco e a volte anche con i pizzaioli o i camerieri in pausa sigaretta (tutti alla mano e cordiali) godendo dello “struscio” serale trasteverino.

Dato che per noi è tra le pizzerie storiche romane la inseriamo negli imperdibili, un indirizzo sicuro se siete a corto di idee!

La stozza, Ovindoli, Aquila

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Chiusura: martedì                                                      Prezzo: 30 euro

Via del Ceraso 3
67046 Ovindoli
0863705633

Dobbiamo confessarvi di avere un certo legame con questo posto.
Lo conosciamo da molti anni e lo abbiamo visto mutare da creperia a puro ristorante, ed e’ da allora che Osvaldo continua a deliziarci dalla sua cucina.
Si inizia con un imperdibile antipasto di bruschetta con scamorza, petto d’oca e tartufo grattugiato: pura gioia per il palato!

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Seguitiamo con gli altri intramontabili: pappardelle funghi porcini e tartufo, ravioli di zucca al sugo di noci e tagliolini alla paopao con tartufo e patate molto saporiti e da provare almeno una volta.
Quelle che preferiamo tra tutti i primi sono le pappardelle ai funghi porcini dallo splendido legame e profumo, il tartufo con i funghi avvolgono il palato.

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Tra i secondi ordiniamo un filetto avvolto in lardo di colonnata, filetto con funghi, una tagliata, tutti buonissimi, ma la sella e le costolette di agnello impanate meritano una menzione d’onore.
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Molto buoni anche i semifreddi e la catalana, ma la morbidezza e bontà della panna cotta ci sorprende ogni volta!
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Prendiamo anche una bottiglia di Marramiero Dante Montepulciano d’Abruzzo a soli 10 euro!
Il prezzo medio a persona è 30 euro quindi un ottimo rapporto qualità-prezzo!
Se siete di zona lo conoscete sicuramente, se non siete di qui vi consigliamo di farvi una passeggiata per assaggiare tutto!!

Gli antichi sapori, Rocca di mezzo, Aquila

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Chiusura:                                                 Prezzo: 25-30 euro

Via della Madonna 2
67048 Rocca di Mezzo
Aquila
+39 0862 917360

In un’estate davvero torrida e afosa come questa scappiamo qualche giorno al fresco senza ovviamente esimerci dal provare qualcosa di nuovo! Un amico ci aveva consigliato tempo fa Gli antichi sapori, a Rocca di mezzo…quale occasione migliore?

Il locale è accogliente, caldo, ben arredato. Una cosa carina è la vetrata che dall’esterno affaccia in cucina, ho potuto così sbirciare i cuochi all’opera tra fumi e padelle.

Ci fanno accomodare al piano di sopra, ma sfortunatamente capitiamo a fianco a una famiglia numerosa e rumorosa che disturba tutta la sala. La cameriera gentilissima ci sorride scusandosi un poco, ma a noi in fondo non interessa granchè perchè il ristorante è comunque piacevole e abbiamo fretta di assaggiare i piatti forti quindi nell’indecisione di due ordinazioni ci lasciamo consigliare dalla cameriera sugli strengozzi agli antichi sapori con ragù, tartufo, pomodorini e funghi porcini.

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Dalla foto sembrano pochi, ma è il piattone che inganna, a noi sono bastati eccome! Ovviamente la qualità di ingredienti locali fa da padrona, ma i piatti sono anche dotati di originalità e passione.

I funghi nella pasta erano divini quindi ci buttiamo subito su una tagliata ai funghi porcini, cottura della carne perfetta e funghi molto buoni.

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Leggiamo sul menu che Gli antichi sapori fa anche pizze con tantissime varietà cotte nel forno a legna, ma noi stasera avevamo voglia di prodotti tipici abbruzzesi e non siamo rimasti delusi.

E’ consigliabile prenotare, soprattutto nel weekend!

Da Domenico al Pigneto

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Chiusura: Domenica e sabato a pranzo                            Prezzo: 15 – 20 euro

Via Zuccagni Orlandini
Roma
06295613

Situato a pochi minuti a piedi dall’area pedonale del Pigneto questa trattoria con poche pretese riscuote popolarità e successo in zona.
Sebbene i fritti nel complesso non siano male (fiori di zucca e filetti di baccalà forse i migliori) vi consigliamo di non abusarne perché riempiono molto e non riuscirete a mangiare il resto.

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Quando arrivano i primi assieme alle pizze capiamo il motivo di tanta popolarità:  le porzioni sono davvero abbondanti e cariche di condimento! Noi abbiamo preso i rigatoni all’amatriciana, buoni e “cafoni”, con accezione, romanissima, più che positiva, delle tagliatelle al sugo di carne non male ed una pizza margherita che non ci dispiace affatto.

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Solo per gli ingordi(quali siamo) c’e’ spazio per una salsiccia alla piastra buona.

Niente dolci per noi che dopo l’abbuffata eravamo arrivati al capolinea!!

In sintesi se siete nei dintorni del Pigneto e soprattutto siete molto affamati,  provate a trovare posto da Domenico al Pigneto, cosa assai ardua nel weekend, ma il rapporto qualità – prezzo varrà l’attesa.

Terra corsa, Corte, Corsica

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Chiusura: da ottobre a marzo                       Prezzo: 25- 30 euro

rue Sauveur Casanova
Corte, Corsica
Tel. 0495610800
 

Girando tra le varie cittadine corse capitiamo un paio di volte a Corte e ci innamoriamo subito della città ripromettendoci di tornare per vederla.

Facciamo di meglio e troviamo un piccolo albergo proprio nel centro per poterla vedere con calma in un paio di giorni. E’ forse la città più viva e giovane della Corsica, piena di locali, botteghe di artigiani, ristoranti, pub, musica dal vivo all’esterno fino a tardi, un traffico di macchine nelle ore diurne mai riscontrato altrove. Si vede immediatamente che è una città universitaria svecchiata dagli studenti che la abitano di inverno e per questo molto diversa dalle altre città viste fin’ora. E’ in effetti anche molto popolosa

Passeggiando per cours Paoli, la via principale, ci rendimo conto che è davvero colma di persone e che non sarebbe stato facile cenare. Non avevamo prenotato da nessuna parte, ma volevamo assolutamente provare almeno uno tra un paio di ristoranti che avevamo scelto, il primo era al completo anche nel turno successivo e oltretutto ci trattano anche con sufficienza, quindi, ben contenti di non aver trovato posto, andiamo dritti nel secondo dove invece veniamo accolti con calore dalla famiglia di gestori: nonno, padre e nipote, tutti e tre gentili e disponibili, il nonno a fine serata era praticamente diventato un nostro amico.

Essendo completamente stregati dai beignet de poireaux ne ordiniamo una porzione: ce ne portano 4 in una ciotola in legno, buoni con menta ed erbe del maquis ma con una nota finale leggermente acidula della pastella; prendiamo anche 4 beignet de brocciu (frittelle di formaggio brocciu) questi davvero buonissimi croccanti fuori e morbidi e delicati dentro.
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Maiale ripieno di figatellu veramente buono con contorno di insalatina e patate al forno, le poche patate non surgelate che mangiamo!
Vitello da latte al moscato forse un po’ troppo sapido ma ottimo di sapore, sembrava quasi alla cacciatora. Anche questo accompagnato da patate e insalata.

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La serata si è conlusa piacevolmente in chiacchiere coi gestori e con altri tavoli vicino a noi, ci hanno fatto fare un giro nella bottega antistante con tutti i salumi appesi e leccornie prodotte da loro, ci hanno offerto un digestivo. Carinissimi e accoglienti!

Non ricordiamo esattamente quanto abbiamo speso, ma il servizio è stato impeccabile, sembrava di ritrovarsi in famiglia e già solo questo varrebe una seconda visita. Grazie!

U campanile, Corte, Corsica

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Chiusura:                                                        Prezzo: 25-30 euro

Place de l’eglise
20250 Corte
Corsica, Francia
Tel. +33 (0) 625781249

Vivario è un piccolo paesino di 500 abitanti non lontano da Corte, ci troviamo nei dintorni per qualche giorno a goderci il fresco della montagna di Vizzavona. Parcheggiamo proprio dietro il locale, nonostante il paese sia minuscolo e il ristorante affacci proprio sull’unica strada di Vivario. Si trova immediatamente accanto alla chiesa in un delizioso palazzetto in pietra naturale pieno di ortensie.

Sembra rinnovato di recente, il gestore arriva sorridente e ci fa accomodare fuori pur essendo senza prenotazione. Durante la cena arrivano una famiglia e una coppia francesi, ma li manda via dicendo che posto non ce n’era più. In seguito arriva un gruppo di italiani e fa portare fuori un altro tavolino per sistemarli; la cosa ci fa sorridere un poco perché evidentemente il gestore non ama troppo i francesi al contrario degli italiani.

Non potendone più fare a meno, dopo aver assaggiato quelli dell’Aiglon, ordiniamo dei beignet des poirrox ma questa volta erano un po’ meno croccanti e mancava la nota fresca della menta nell’impasto e un’omelette al brocciu, tipico formaggio corso, nella quale invece la menta non mancava.
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Dopo l’antipasto prendiamo un’entrecote che era degna delle bistecche al camino di Luigino, (il nostro posto preferito in cui ci rechiamo a Guidonia per trovarla così buona) e un cheeseburger: la carne, quasi cruda, era saporita, perfetta; entrambi con contorno di patate al brocciu e caponatina.

Immancabile la birra Pietra alla spina.

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Concludiamo con una macedonia e una carrellata di mini dolci speciali della casa serviti tutti su un piatto rettangolare: la crème brûlée la preferiamo tra tutti, ma anche il tortino al cioccolato era molto buono e la piccola macedonia perfetta e rinfrescante per un finale in dolcezza.

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L’Artigiana, Galéria, Corsica

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Chiusura:                                                 Prezzo: 15 – 30 euro

Route de Galeria
20245 Galeria, Corsica
Tel. +33 0495606411

Girando tra l’incantevole riserva du Fangu e le sue meravigliose piscine d’acqua dolce e le spiagge corse approdiamo a Galéria e dopo qualche ora in spiaggia, sulla via principale, ci fermiamo da L’Artigiana a mangiare un boccone.IMG_4106Il chioschetto-alimentari, perché di questo si tratta, si trova in uno spiazzo ombrato da piccoli pini. I tavoli sono tutti completamente all’aperto come l’alimentari stesso che è formato da una cucina nascosta, un bancone, un piccolo frigo da cui prendere le bevande e scaffalature espositive di prodotti fatti da loro o da artigiani locali, in prevalenza conserve, miele, fichi, composte. Il tutto non proprio accessibile a tutti, abbiamo riscontrato dei prezzi abbastanza alti.IMG_4107Noi ci sediamo al nostro tavolino e ordiniamo un tagliere misto di charcuterie, formaggi e frutti misti. E’ tutto bello e colorato, i salumi saporiti e molto buoni, la composta di fichi sublime sul formaggio, ma nel complesso un po’ pochino per mangiarci in due quindi subito dopo chiediamo una vellutata fredda di zucchine con basilico e formaggio caprino molle con crostini. Arriva la ciotola di un bel verde carico con sopra un grissino fatto in casa avvolto nella coppa. Deliziosa davvero la zuppa, peccato mi sia rimasta indigesta fino alla sera.

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Dopo aver sorseggiato la nostra birra Pietra, ci buttiamo una mezz’oretta sulle amache che dondolano tra i pini al fresco. Un modo meraviglioso e rilassante di concludere un pasto. Spendiamo in tutto 32 euro: non poco per un pranzo al volo tra un tuffo al mare e un altro, non troppo per essere in due e per non aver mangiato due panini, ma non ci siamo nemmeno alzati completamente sazi e soddisfatti, se non nel gusto.

Forse L’Artigiana non è il luogo ideale dove fare compere e fare pranzi luculliani, ma sicuramente una piacevole sosta per un pranzo veloce, per un aperitivo, per degustare qualche piatto speciale e fermarsi in tranquillità per rilassarsi all’ombra.

C’è anche il parcheggio!

U castellu, Algajola, Corsica

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Chiusura: da ottobre ad aprile                           Prezzo: 35 – 40 euro

10 Château
20220 Algajola
Corsica, Francia
0495607875

Algajola è una località molto carina e graziosa, tra Calvi e L’Ile-Rousse e passeggiando per la cittadella approdiamo in un suggestiva piazzetta dietro al castello con vista sul mare.

Decido di ordinare per antipasto un fois gras della casa con pure di cipolle. Non avevo mai mangiato questo piatto e mi è risultato un po’ troppo forte all’inizio, ma appena il palato si abitua al sapore diventa dolce, saporito e avvolgente assieme. Alla fine mi è sembrato buonissimo e la composta di cipolle pur essendo dolcissima anch’essa si accompagnava comunque perfettamente al patè.

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Sempre per antipasto prendiamo anche un croccante di capra arrosto al timo e miele: ci lasciamo un po’ ingannare dal nome che ci è suonata come una cosa nuovo, invece era letteralmente una mattonella di formaggio di capra avvolto in una sottile crosta croccante fritto e accompagnato da una necessaria e rinfrescante insalata condita con vinaigrette. Buono, ma forse avremmo preferito assaggiare qualcosa che non avessimo già visto prima.

IMG_4170Proseguiamo con i piatti principali ordinando un agnello da latte cotto al forno con salsa al timo fresco, verdure e patate gratinate molto buono e gustoso, ormai la carne qui non ci delude quasi mai e il tortino di patate era formato da mille sfoglie di patate croccanti in superficie e morbide all’interno; e delle costolette d’agnello alla griglia profumate alle erbe della macchia e patate saltate al prezzemolo cotte a puntino, ne avremmo volute ancora.

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Infine chiudiamo la cena abbondante con una coppa di gelato monte cinto gigante che forse aveva un po’ troppa panna, o forse era troppo grande e basta!

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Il prezzo è un po’ sopra la media rispetto agli altri ristoranti, ma non ci siamo trovati male, il servizio è stato buono e la anche la qualità del cibo.

Le calellu, Calvi, Corsica

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Chiusura:                                              Prezzo medio: 50 euro

Quai Landry
Calvi, Corsica, Francia
Tel. +33 (0)4 95 65 22 18
 

Continua il nostro giro di città e ristoranti corsi.

questa volta siamo a Calvi per il Ferragosto (non ci andate mai:siamo rimasti bloccati nel parcheggio di Calvi per 2 ore) e leggiamo sulla guida una descrizione convincente di questo ristorante e ci decidiamo a provarlo.

La prima cosa che notiamo è che fuori non è esposto il menu con i prezzi a differenza degli altri locali che affacciano sul bel porticciolo zeppo di yacht e barche. Appena seduti capiamo perché il menu non c’era: ogni piatto costava minimo 20 euro, compresi gli antipasti. È vero che in Francia di media la portata è un piatto unico, ma quello che vedevamo passare sembrava alquanto misero. Anche le bottiglie di vino non erano da meno perciò optiamo per due calici. Ovviamente quando si ordina il calice non è dato sapere il nome del vino perciò ci portano un generico bianco, buono e fruttato e un generico rosé, questa volta affatto buono, ci sembra addirittura un po’ acido, ma non conoscendo i vini locali lasciamo stare la lamentela.

Il menu non offre granché scelta quindi cerchiamo di andare almeno sul sicuro e prendiamo un hamburger e un risotto agli scampi. Il risotto che arriva è abbastanza buono, l’hamburger è leggermente al sangue ben condito con cipolle e insalata e il panino era croccante e cosparso di semi di papavero. Peccato per il contorno di patatine surgelate che qui sembrano non mancare mai. Ogni volta ci chiediamo quanto mai ci voglia a tagliarne e friggerne di fresche guadagnandone in gusto e bella figura! 

In tutto questo il proprietario non è stato gentilissimo nei nostri confronti, anzi direi un po’ sbrigativo, perché forse aveva bisogno del tavolo per clienti, come dire, più da yacht e inoltre sembrava aver ben addestrato una cameriera che ci ha riservato lo stesso trattamento. Il cameriere, invece è stato più cortese e sorridente, siamo anche riusciti a fare due chiacchiere.

Eravamo già un po’ indispettiti in principio perciò non ordiniamo altro e chiediamo il conto, che arriva, salatissimo, di 62 euro!

Insomma sembra il classico posto curato e sistemato apposta per attirare una clientela high budget e che avrebbe anche i prodotti giusti per proporre piatti di qualità, ma alla fine risulta un prodotto solo ben confezionato e presentato con un ricarico di prezzo eccessivo. Le persone che lo frequentano inoltre non sembrano lamentarsi perciò forse è proprio quello che serviva. Noi non ci torneremo.

http://www.hotel-lavilla.com/restaurants/le-calellu.html

La vieille cave, Algajola, Corsica

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Chiusura: da ottobre a marzo                          Prezzo: 15 – 30 euro

9 Piazza a l’Olmo
20220 Algajola
Corsica
Tel. 0495607009

Algajola è una cittadina piccola e accogliente, ci piace il fazzoletto di sabbia incastonata tra gli scogli sul quale affaccia il nostro albergo sebbene a metà agosto sia pieno di persone, ma molto suggestivo passeggiarvi la sera quando i turisti non sono più in spiaggia; adorabile anche il centro della città e le sue viuzze. Passeggiando ci ritroviamo davanti a La vieille cave, ristorante molto grande con tavoli all’aperto. Pensavamo di non trovare posto e invece riusciamo a sederci quasi subito.

Ordiniamo due menù che comprendono ognuno una pierraud alle tre carni e dessert. La pierraud è una specie di raclette piccolina, una pietra riscaldata in sostanza, sulla quale cuocere da sè i vari pezzetti di carne.

La formula è vincente poiché vista la rapidità di preparazione del piatto abbiamo mangiato in pochissimo tempo e come noi la maggioranza dei tavoli accanto a noi, cosa che favorisce un continuo via-vai di persone. E la carne è anche buona, le salsine che le accompagnano molto sfiziose. Le patatine fritte e l’insalata sono il must tra i contorni.

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Tra i dessert disponibili scegliamo un fondent au chocolat e due palline di gelato mango-limone che ci lasciano piacevolmente sorpresi perché il gelato è buono davvero, entrambi i gusti.

C’è chi potrebbe non apprezzare il fatto di recarsi al ristorante e cucinarsi da sè il cibo, ma a noi non è dispiaciuto provare questo piatto caratteristico e sceglierci il tipo di cottura, inoltre può risultare divertente  soprattutto in compagnia di amici o bambini ch saranno impegnati un bel po’!

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Brasserie du port, Ile Rousse, Corsica

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Chiusura: Mai                       Prezzo: 30-40 Euro

Port de Plaisance
20220 Ile Rousse
Corsica, Francia
Tel. 04 95 60 10 66

Siamo sempre a Ile Rousse, passeggiamo per le vie della cittadina e, dopo una lunga camminata lungo la stretta lingua di terra che collega il porto al faro, approdiamo a questo ristorante a due piani.

I due proprietari parlano discretamente italiano e ci dicono che bisogna aspettare qualche minuto per mangiare e ci guardiamo un po’ intorno. Il locale è carino, non lussuoso, ma sembra di recente rinnovo; non è completamente pieno, ma c’è un gran fermento, via-vai e sali-scendi dalla grande scala. Ci fanno accomodare al piano superiore dal quale si gode una fantastica vista notturna del porto e di Ile Rousse.

IMG_4077Per ingannare l’attesa ci portano due tartine al formaggio un po’ raggrumato e delle olive al finocchietto che non ci entusiasmano. Chiediamo di assaggiare un bianco di Figari: Porto vecchio Petra Bianca, sempre consigliatoci dal gestore.

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La cameriera tarda un po’ a prendere le ordinazioni anche se il locale non è completamente pieno. Dopo un’attesa di circa 20 minuti riusciamo ad ordinare per antipasto le poêlée de St. Jacques, cioè le tipiche capesante cucinate alla maniera corsa e come piatti unici una tartare di tonno al wasabi e delle cozze a l’italienne.IMG_4081IMG_4082

Le capesante arrivano con vari tipi di pepe sul bordo del piatto per provare diversi accostamenti e un piattino con una piccola caponata di verdure e patate al forno. Tutto molto buono, comprese le capesante sebbene affogate nel sugo.

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Le cozze erano buonissime, ma per come suggerisce il nome somigliavano molto al nostro sautè, profumato di aglio e con un ottimo sughetto.

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Siamo amanti del giapponese per questo nella scelta di questo piatto ci ha convinto  la presenza della salsa al wasabi e in effetti smorzava molto il sapore del pesce crudo. Perfetto anche l’abbinamento con l’ananas che rinfrescava il palato dal piccante. La patatine fritte sempre immancabili.

Insomma la Brasserie du port non è per niente male, sicuramente non è un locale per gruppi di amici affamati e alla buona, ma nemmeno il ristorante rigido e lussuoso, vista soprattutto la simpatia dei proprietari!

L’Escale, Île Rousse, Corsica

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Chiusura: Prezzo: 30 euro

Lotissement des Iles
20220 Ile Rousse
Corsica, Francia
Tel. +33 (0)495602708

Veramente graziosa l’Île Rousse, come non ci aspettavamo, piena di vita, ma non caotica. Il ristorante è su una via molto frequentata, piena di negozietti rumorosi che illuminano la strada.

Dopo qualche minuto di attesa ci fanno accomodare fuori dove c’è un gran via vai di persone e bambini, ma tutto sommato si sta bene ed è ventilato. L’Escale sembra rinnovato da poco, anche con una certa attenzione al design, con divani in pelle e dettagli moderni; è frequentato dagli habitué visto che il proprietario continuava a salutare i clienti che arrivavano o andavano via, ma soprattutto da moltissimi stranieri attirati dal fatto che è suggerito dalle guide.

La cameriera ci propone il classico aperitivo analcolico che però rifiutiamo visto che alla fine compare nel conto sempre ad un prezzo esoso, fa un po’ di confusione con l’ordinazione del nostro vino e quella di un altro tavolo, ma alla fine riusciamo a bere quello richiesto. In Corsica, come in quasi tutta la Francia, vince la formula del piatto unico, cosa che non ci piace mai troppo perché ci impedisce di provare varie cose, ma non potendo prendere tutto ordiniamo una tartàre di capesante con cipollina fresca e una salsetta all’aglio, paprika e un’insalatona verde, una tartàre di manzo e un hamburger con patatine. Qui si trovano molto facilmente piatti con a base le capesante, per questo la proviamo e in effetti è buona e saporita, anche se la salsa vicina è un po’ forte.

La tartare di manzo invece sul menu era indicata tra gli antipasti, ma poi in realtà era una porzione davvero generosa, quasi da piatto unico, per chi non mangia molto. Ovviamente non è il nostro caso e oltretutto era anche molto buona quindi finiamo e proseguiamo col terzo piatto.

Il panino dell’hamburger era liscio in superficie, croccante all’esterno. La carne era quasi cruda, buonissima. Patatine come contorno e un’insalatina molto piacecevole che non è mai decorativa, ma sempre condita con una vinaigrette.

Sui piatti di pesce quindi possiamo dire ben poco avendone mangiato solo di crudo, ma la carne era davvero buona. Eravamo anche ad un punto della vacanza in cui avevamo capito che era meglio lasciar perdere il pesce e provare solo la carne, nettamente migliore nelle preparazioni.

Quindi non ci è dispiaciuto passare la serata in questo ristorante, sebbene l’attesa dei piatti sia stata un po’ eccessiva.

Di media i “piatti unici” costano sui 15 euro.

Sul sito non si trova quasi nulla, però scopriamo che hanno anche un albergo.

www.hotelilerousse.com/restaurant.htm

A Casarella, Bastia, Corsica

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Chiusura:                                                 Prezzo: 30- 40 euro

6 Rue Ste Croix
20200 Bastia
Corsica, Francia
Tel. 0495320232

Dopo la prima notte di “fortuna” trascorsa a Bastia all’hotel Posta Vecchia e una colazione non proprio entusiasmante sulla quale la faceva da padrone il bricco colmo di Nescafé facciamo una passeggiata per Place Saint-Nicolas addentrandoci nel caratteristico mercatino dell’antiquariato e vestiti e perdendoci per i vicoli di Bastia. Sbuchiamo su un’altra piazzetta e troviamo il mercato di prodotti tipici gastronomici. Oltre a frutta, ortaggi e naturalmente formaggi e salumi tipici era possibile assaggiare del formaggio alla piastra a 1 euro e delle frittelle che sembravano dei pancakes, ma fatti con farina di castagne.

Andando verso la cittadelle saliamo per ben 300 e passa gradini verso il jardin romieu e ancora più su fino al palais des gouverneurs e passato l’arco approdiamo in questa freschissima piazzetta aperta, ventilata e con una bellissima vista sul porto di Bastia.

Il ristorante “A Casarella” sembra tutto pieno, ma riescono a trovarci un tavolino proprio di fronte la magnifica vista sul porto, non poteva andarci meglio!

Ci sediamo e ordiniamo per antipasto un millefoglie di pesce spada e melanzane purtroppo non molto saporito e dei gamberoni in cocotte con riso e zucchine grigliate davvero buoni e con un sughetto succulento (abbiamo fatto più volte la scarpetta col pane!).

Come primo prendiamo un risotto all’aragosta che effettivamente era buona e fresca, ma purtroppo nel risotto c’era la panna che uccideva completamente il buon sapore del crostaceo, ma d’altra parte è una componente piuttosto comune nella cucina francese. La presentazione dei piatti è sempre abbastanza curata.

Mandiamo giù il tutto con un bicchiere di rosè e uno di bianco, ma non ci dicono di che vino si tratta.

Facciamo amicizia con i nostri vicini di tavolo che da buoni italiani come noi ci sconsigliano il caffè e a quel punto lasciamo perdere anche il dolce perché eravamo davvero pieni. Spendiamo  75 euro compresa l’acqua frizzante che qui è molto cara.

Nel complesso A Casarella non è male, se non altro per la temperatura e la vista, ma certamente avremmo gustato più volentieri del buon pesce locale cucinato in maniera un tantino più semplice, soprattutto per il costo finale.

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