Antiche sere, lago di Lesina


Dopo un lungo viaggio in macchina sulla strada del ritorno decidiamo di fare una sosta per il pranzo in questo ristorante e ordiniamo 2 antipasti Antiche Sere e due troccoli alle vongole lupini.

Prima pecca che osserviamo, il servizio: davvero lento e singhiozzante, ci sono voluti 10 minuti solo per avere un menù e 20 minuti per avere l’antipasto che a parte un paio di cose cotte e più elaborate sembrava contenere molte preparazioni fredde e facili da servire.

Il signore del tavolo accanto al nostro chiede cortesemente al cameriere se avevano avuto problemi in cucina poiché aspettavano le fritture da più di un’ora e che in caso avrebbero annullato l’ordine e chiesto il conto; di tutta risposta il cameriere in maniera scortese gli dice che c’era altra gente che aspettava da più di un’ora senza aver ancora mangiato nulla.
Due signori accanto a noi dopo aver aspettato per un’ora il loro primo pagano e se ne vanno.

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20131117-102915.jpgQuando finalmente arrivano i nostri piatti non ci vedevamo più dalla fame e nonostante questo l’antipasto non ci ha fatto impazzire e i troccoli non erano niente di entusiasmante.

Le giornate no capitano a tutti, ma in un periodo di vacanza ci si aspetta un minimo di reattività e cortesia.

Sarà già di per se difficile ricapitare in zona, ma se dovesse accadere di certo non tornerei in questo posto. Peccato, perché i ristoranti col portico all’aperto hanno sempre il loro fascino, ma in questo caso per noi non è stato abbastanza. 

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Mazzo, the fooders, Centocelle, Roma

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Chiusura: lunedì                                   Prezzo: 20 – 40 euro

Via delle Rose 54
00171 Roma
Tel. 0664962847
Sito web

Una vera sorpresa questo delizioso piccolo locale a Centocelle curato, intimo e accogliente.
Si mangia tutti un’unica tavolata da 10 persone su due turni, il primo alle 20 e il secondo alle 22, per questo motivo è d’obbligo prenotare. Noi abbiamo scelto il secondo turno per non sentire la pressione di doverci alzare dopo due ore e goderci la cena tranquilli.
Il menù cambia regolarmente e potrete trovarlo scritto sulla lavagna appesa alle pareti, si possono trovare classici della cucina romana o piatti più fusion e creativi: amatriciana, cervello al burro, trippa, baccalà, paste fatte in casa, ma anche cose più innovative come tataki di manzo e tempura con freschi gin tonic al calice.

I ragazzi sono tutti giovani, gentili e disponibili e l’atmosfera intima permette di ascoltare perfettamente le spiegazioni sui piatti. Già solo per questo meritano una visita! Noi abbiamo provato tutti piatti deliziosi!

Ps. Pare che il nome Mazzo derivi dal fatto che si sono fatti il cosìdetto “mazzo” per aprire il locale a causa di tutta la burocrazia che hanno dovuto affrontare.

In bocca al lupo per tutto!

Capra e cavoli, Tufello, Roma

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Chiusura: sabato e domenica a pranzo                                    Prezzo: 15-25 euro

Via Capraia 64
00139 Roma, Italia
0687179428
www.capraecavoli.net
capraecavoli@capraecavoli.net
 

Abitando qui in zona siamo ormai degli habitué della pizzeria Capra e cavoli e ci torniamo sempre volentieri. Ci piace il fatto che prevedano il “doggy bag” contro gli sprechi che letteralmente vuol dire busta con gli avanzi per il cane (anche se noi di cani non ne abbiamo e la pizza la mangiamo il giorno dopo), ci piace che puoi prendere in prestito dei libri e portarne di tuoi, ci piace che ci sia un wi-fi gratuito e disponibile (anche se non ci piace chi al ristorante presta troppa attenzione al telefonino) e ci piace la pizza bassa romana e le molte varianti che propongono.

Gli antipasti sono sfiziosi a partire dalle chips di patate con cacio e pepe che, come continuiamo sempre a scrivere, ormai le fanno tutti e le trovi dappertutto, ma intanto ogni volta che veniamo qui le ordiniamo volentieri (io senza cacio e pepe). E anche il resto degli antipasti non è male, i supplì sono piccini, ma la porzione singola è sempre doppia e i fiori di zucca sono belli croccanti.

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La nostra pizza preferita è la capricciosa alla bismarck (con uovo crudo cotto direttamente nel forno a legna), buona la margherita sia normale che con bufala, particolarmente sfiziosa quella pere e gorgonzola, non male la boscaiola.

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Unici nei che ci sentiamo di segnalare e che potrebbero essere migliorati sono: la margherita con salsiccia in cui quest’ultimo ingrediente era davvero poco e un po’ secco e sembrava di scarsa qualità; il cameriere che c’è da qualche tempo è un po’ insistente e vuole per forza rifilare dolci, amari o altre birre con poco rispetto e quando dici di no ironizza sul tuo rifiuto; l’acustica nella sala esterna per ovvi motivi è davvero pessima e ti ritrovi ad urlare mentre parli per sovrastare il frastuono creato dagli altri tavoli.

D’altra parte però dobbiamo segnalare l’ottimo gelato che abbiamo assaggiato l’ultima volta che siamo venuti da Capra e Cavoli! Abbiamo preso la nocciola e il pistacchio ed erano entrambi strepitosi! Uscendo gli abbiamo consigliato di aprire anche una gelateria e ci hanno confessato che a breve ne apriranno una! A questo punto aspettiamo con ansia di poter recensire anche questa!

Bravi!

Il podista, San Lorenzo, Roma

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Chiusura:                                                              Prezzo: 15-18 euro
 
Via Tiburtina 224
00185 Roma
Tel. 06 44700967

Di venerdì sera il quartiere S. Lorenzo di Roma, rinomato per un pubblico giovane e senza pretese, è una valida alternativa per chi vuole mangiare bene spendendo il giusto.

A San Lorenzo abbiamo mangiato in diverse pizzerie: Formula uno, Il maratoneta, Il rouge (precedente e successiva gestione).. alla lista mancava solo Il podista, che abbiamo avuto il piacere di provare di recente.

Quasi legati da un filo invisibile questi locali si assomigliano molto tra loro, sempre affollati e frenetici, pieni di rumore, caratteristici.

Il Podista non è da meno. All’interno di una sala rettangolare vedrete disposti come nella più classica delle osterie vecchio stampo una serie di tavolini attaccati l’un l’altro: la vostra cena  sarà inevitabilmente a stretto contatto con il vostro vicino.

Per questo motivo finiamo per conoscere i nostri “vicini” di tavolo, che ci rivelano essere parte del personale del locale; dopo una breve chiacchierata ci suggeriscono di non fermarci alla sola pizza, ma di provare anche la pasta alla carbonara, magari in un secondo momento, dato che le ordinazioni erano state già prese. Quindi faremo un nodino al fazzoletto per ricordarci di provare anche i primi la prossima volta.

Le pareti sono ovviamente tappezzate di foto di podisti italiani famosi e soprattutto di foto del titolare in tenuta da corsa perché era ed è evidentemente una sua grande passione.

Rimarranno soddisfatti soprattutto i fan della pizza romana, infatti la pizza del podista è sottile e “scrocchiarella”.

Prendiamo come ormai di consuetudine una capricciosa alla bismark con l’uovo che si fonde amabilmente con gli altri condimenti, e una classica margherita.

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20131117-091102.jpgUna nota positiva del podista è che è aperto fino a tardi, ci è capitato di arrivare alle 22 o quasi alle 23 e ci hanno sempre trovato un tavolo e serviti anche se eravamo tanti!

Zen sushi, via degli scipioni, Roma

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Era da tempo che volevamo provare Zen Sushi, da appassionati di cucina giapponese quali siamo non potevamo non fare una visita. Il locale é arredato con gusto e il servizio é cortese, ottima la carta dei vini.

Zen Sushi é in Prati, in via degli Scipioni, il parcheggio non é semplicissimo, quindi vi consigliamo di arrivare qualche minuto in anticipo; inoltre é bene prenotare poiché é abbastanza frequentato. 

Ci accomodiamo al kaiten sushi, il nastro su cui scorrono i piattini di diverso colore e prezzo. Ovviamente si può optare per l’ordinazione alla carta, ma a noi piace assaggiare cose diverse quindi quando troviamo il kaiten é sempre un bonus.

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Assaggiamo subito delle verdure a julienne in tempura leggera asciutta e croccante e una tartare di salmone marinata saporita e appetitosa con uova di salmone. Ordiniamo del menù anche un roll con avocado e gamberi e un uramaki leggermente speziato ripieno di salmone e philadelphia, davvero buoni. Peccato che la porzione singola fosse da quattro pezzi a roll quando di media sono almeno 6 se non 8, ma il gusto ci fa dimenticare presto questo piccolo difetto.

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La cosa che ci sorprende più di tutte é il sashimi di salmone. Il pesce ha una consistenza diversa dalle solite, si scioglie in bocca, il sapore del pesce avvolge il palato. Perfetto anche il taglio dei pezzi, dello giusto spessore per essere gustati a pieno.

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Assaggiamo qualche altro piattino dal kaiten compreso del tonno scottato alla piastra notevole e concludiamo con un delizioso tortino al cioccolato e té verde che non ci aspettavamo davvero che fosse così buono!

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Zen sushi non é affatto economico, ma la qualità del cibo e la varietà della proposta é ineccepibile! Quindi andate preparati! Ma andate se potete!

Grapes, Castel Gandolfo, Roma

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Chiusura: lunedì                                             Prezzo: 25 euro
 
Via dei Pescatori 7
00040 Castel Gandolfo
Tel. 06 93020889
www.grapesbirreriaartigianalecastelgandolfo.it
 

Andare da Grapes è un’esperienza, ma che tipo di esperienza sia sta a voi definirlo. E’ sicuramente un tuffo nella spesso banale cucina americana, che però può  riservare molte sorprese: i gestori infatti si adeguano alla grande richiesta di birre artigianali del momento mettendo a disposizione al prezzo politico di 5 € molte spine di varia provenienza anche internazionale con alcune case ricercate come la BrewDog, Ducato, Birra Del Borgo, Toccalmatto e così via.

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Prima di tutto è meglio sfruttare le giornate di sole per visitare Castel Gandolfoinfatti il ristorante si trova proprio di fronte al lago con l’opportunità di fare una passeggiata ristoratrice dopo il lauto pranzo.

All’entrata del locale invece troverete un avviso singolare: per smitizzare l’ormai ben noto Trip Advisor, vi verrà offerta una birra gratis per ogni recensione negativa che farete. Con questo stratagemma il titolare ha saputo trarre a proprio vantaggio delle precoci opinioni negative arrivate subito dopo l’apertura, probabilmente perché gli abitanti del luogo si aspettavano forse un’ altra tipologia di ristorante.

Il lunghissimo bancone ha un’altrettanto lunga fila di neon blu da fare invidia a qualsiasi fan del tuning dal quale si affacciano moltissime spine, sormontate da schermi giganti sui quali trasmettono tutte le partite della giornata, da quelle di calcio a tutti gli sport americani più comuni.

Dopo una piacevole chiacchierata con Tony, il gestore, che è ovviamente americano, ma romano d’adozione, e che si è rivelato un ottimo intrattenitore, con una vita interessante e piena di aneddoti, ci facciamo consigliare sulle birre e sulle ordinazioni.

Iniziamo con delle classiche onion ring con una pastella buona e croccante, ma leggermente troppo spessa rispetto al contenuto, degli spiedini di pollo con salsa alle arachidi, delle grilled wings with BBQ sauce che ci sono piaciute molto.

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Ci lasciamo tentare dal pollo fritto perché Tony ce lo consiglia ed effettivamente era croccante fuori, morbido all’interno e molto buono.

Ma il motivo principale per il quale ritorniamo da Grapes sono e rimarranno le Baby back ribs, delle tenere e succulente costolette affumicate e cotte sulla griglia con salsa barbecue home-made da mangiare rigorosamente con le mani.

Incuriosita dal procedimento chiedo al titolare di mostrarmi l’affumicatore e mi racconta di esserselo fatto fabbricare appositamente dal fabbro mentre inserisce decine di nuove costolette all’interno ad affumicare. Potrete vederlo nel giardino dove ci sono i tavolini, assomiglia ad una torretta in latta e l’odore che sprigiona sarà il motivo che vi farà fermare se mangiare qui non era la vostra prima scelta.

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Molto buona anche la spalla stufata e le patatine fresche tagliate a mano.

Non contenti ordiniamo anche un massive burger da 350 gr e un altro panino del quale non ricordiamo bene il nome, ma che sembrava del pane arabo imbottito con straccetti di carne simil-kebab. La porzione di quest’ultimo ci è arrivata con un panino doppio che non ci aspettavamo!

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Non fatevi sfuggire la cheese cake preparata dal proprietario in persona perché è davvero buonissima!

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Tirando le somme Grapes è un piacevole riarrangiamento della cucina dozzinale americana che però offre una giusta, golosa e sicuramente più sana alternativa ai terribili fast food di hamburger e patatine; in più potrete godervi una piacevole atmosfera da partita di football e costolette alla griglia col profumo di un’ottima birra artigianale alla spina.

Genkai 2, Prati, Roma

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Chiusura: Sempre Aperto                                           Prezzo : 15 € persona

Via Marcantonio Bragadin, 80
00136 Roma
Tel/Fax+39 06.39720056
sito : http://www.genkai2roma.com
 

Visto il momento di crisi ogni tanto capita di provare a sperimentare formule o soluzioni che siano alla portata di tutti. Per questo sempre più spesso si approda in ristoranti cosiddetti ” All You Can Eat” e nel nostro caso un giapponese.

Si trova in zona Cipro, piazzale degli Eroi, il locale è arredato in stile orientale, pessima acustica, tavoli un po’ attaccati in certi punti.

Entrando troviamo molte persone sedute nonostante fosse un giorno feriale quindi ci sediamo speranzosi.

La modalità è questa: per una spesa di 15€ si mangia quel che si vuole, ma bisogna far attenzione a non lasciare nulla, altrimenti sarete costretti a pagarla. Iniziamo con una tempura di gambero e verdura delle piu’ classiche abbastanza nella norma.

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Proseguiamo con degli uramaki che, sia nell’aspetto che nel contenuto lasciano alquanto a desiderare, le quantità di pesce sono irrisorie, e la sensazione sia tattile che visiva è che il pesce non sia fresco.

Capita sempre più spesso che ristoranti cinesi cerchino di allargare il loro raggio d’azione, ma se lo facessero con un senso nessuno avrebbe da ridire. Purtroppo il voto finale non è buono, da Genkai 2 si guarda troppo al risparmio, e a mantenere in vita un meccanismo di produzione che non sposa nè la tradizione giapponese (in generale) nè il lavoro minuzioso che la preparazione del sushi richiede.

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Nulla a che vedere con Genkai (zona viale Jonio 289) che al contrario pur non essendo annoverato tra i migliori ristoranti di pesce della capitale, riesce con poco ad attestarsi in quella fascia medio bassa dove non vannno sicuramente a mancare nè qualita’ del pesce nè dignita’ del piatto.

Il corallo, Governo Vecchio, Roma

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Chiusura: Sempre Aperto (dopo Teatro) Prezzo medio: 35 euro

Via Del Corallo 10
00186 Roma
Tel. 06 68307703
www.ristorantepizzeriapiazzanavona.it
 

Abbiamo provato a pranzo questa trattoria nel pieno centro di Roma in zona Castel Sant’Angelo. Eravamo stati avvisati del fatto che fosse molto “normale”, ma spesso è proprio quello che serve.
Il Corallo quindi è una tipica trattoria romana che non riserva cattive sorprese, anzi potremmo dire che molti piatti potrebbero sorprendervi.

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Cominciamo bene con gli antipasti ordinando una focaccia con il rosmarino, due carciofi alla giudia decisamente fatti con criterio, e per rimanere “sul leggero” una parmigiana affatto male. Ci lasciamo attrarre dal pollo fritto impanato col sesamo, molto buono, asciutto, croccante, giusto un tantino secco seppur accompagnato da glassa balsamica.

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Per primo assaggiamo un tonnarello alla gricia con tartufo speciale con un uso bilanciato del tartufo ed un raviolo con carciofi delicato, anche se viziato da un goccio di panna.

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Mentre per secondo ordianiamo una coratella con carciofi abbastanza buona (la sbavatura che vedete sul bordo sul piatto è dovuto al fatto che gli amici hanno voluto assaggiarla) e delle verdure grigliate, entrambi molto buoni, ma non paragonabili con i piatti di più bassa provenienza: uno stinco di maiale che ci è rimasto nel cuore per morbidezza e sapore ed un abbacchio al forno buono come quello fatto da una delle vostre nonne prese a caso. 

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In una zona cosi centrale di Roma, Corallo ci tiene a far parlare di sè, rappresentando molti degli stereotipi della classica cucina da osteria, ma continuando a garantire nel tempo qualita’ e prezzi ragionevoli.

Ci è piaciuta anche la simpatia e attenzione del personale.

Sakana, Ostiense, Roma

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Chiusura: –                                                         Prezzo medio: 40 euro
in estate è aperto 10.00-24.00
 
 
Via Del Gazometro 54
00154 Roma
Tel.065744958
3355746726 – 6724
www.sakana.it

Sakana, che significa pesce, è il nome di questo ristorante giapponese, che si trova in zona Ostiense. Dobbiamo dire che negli ultimi anni proprio in questo quartiere c’è stato un vastissimo proliferare di ristoranti giapponesi e non, soprattutto per la vicinanza al quartiere Testaccio e i suoi numerosi locali notturni.
Già al momento della prenotazione alle 19.30 risultava al completo quindi ci prenotano due posti al kaiten che per noi è comunque ottimo perché era proprio dove volevamo che ci sistemassero.
Il locale non è molto grande le pareti sono sui toni del beige giallo arancione, si nota che per la sua conformazione in precedenza potesse essere un pub, dato che il bancone prende gran parte dello spazio.
Il  personale è sveglio ed interviene velocemente sulle ordinazioni e chiediamo in due tempi diversi prima del classico cirashi misto e poi del tempura udon, infine ci diamo da fare con i piattini del kaiten.

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Ci arriva anche la tempura udon che è spettacolare, anche se avremmo voluto del Ramen che purtroppo non era disponibile come piatto del giorno, sintomo di una buona provenienza delle materie prime.

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Notevoli anche i roll che ordiniamo, alcuni anche più elaborati del previsto, con più tipologie di pesce e generosi nelle porzioni.20121216-174430.jpg

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Per chiudere, non soddisfatti proviamo un salmone marinato in salsa teriyaki veramente buono e saporito.

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Sakana nel complesso ci è piaciuto e oltre ad offrire una buona cucina giapponese riesce a trasmettere un’atmosfera giovane, avulsa dal contesto del classico ristorante di sushi; il personale è più spigliato e meno formale come anche gli interni, un po’ atipici per essere un ristorante etnico, ma che riescono a creare una mescolanza di sensazioni inusuali e piacevoli assieme.

L’isola della pizza

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Chiusura: mercoledì Prezzo: 30 euro

Orari : 12:30-15:00 18:00 23:00
Via degli Scipioni 45, Roma
06 39733483
www.isoladellapizza.com

Ad essere sinceri il nome di questo ristorante potrebbe fuorviare. L’isola della pizza, molto frequentato per la sua cucina casareccia senza pretese, e’ costituito da ambiente rustico, o “finto rustico”, con corone d’aglio e peperoncini che scendono dai lampadari e dalle mensole, curiose installazioni di motociclette appese al soffitto e tante, tantissime foto dei vip che lo frequentano appese alle pareti.
E’ vero la pizza e’ il loro forte, romana, bassa e scrocchiarella, ma anche gli altri piatti non sono male.
Noi ci siamo andati a pranzo in tre in un giorno in mezzo alla settimana e senza prenotazione; ci fanno accomodare ad un tavolino vicinissimo a quello di alcuni clienti russi che erano talmente vicini che ci chiedono tranquillamente informazioni sulla città e ci passano l’oliera sul loro tavolo.

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Cominciamo immediatamente con tre carciofi alla giudia che anche se buoni di sapore purtroppo non erano mondati a dovere e le foglie esterne erano dure da masticare.20121216-174316.jpg

Dal buffet prendiamo un’insalata con carciofi crudi e scaglie di parmigiano (non eccelsa, ma non era nemmeno un piatto da chef quindi non è che si potesse pretendere granchè) e una bufala (vera).
Proseguiamo con una gricia molto grassa e godereccia ed una cacio e pepe discreta.

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Il prezzo e’ modico per essere in zona Prati e abbastanza congruo rispetto i piatti ordinati. C’è un’ ampia scelta di carne, che però non abbiamo assaggiato, ed il tiramisu a detta di amici che ci vengono spesso è da assaggiare.
In sintesi L’isola della pizza è una vera “isola di salvataggio” laddove la zona che la ospita offre per lo più soluzioni esose.

Felice a Testaccio, Roma

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Chiusura: mai                                    Prezzo medio: 35 euro

Via Di Mastro Giorgio, 29
00153 Roma
065746800
www.feliceatestaccio.it
 

Tutti conoscono la storia del ristorante Felice, che dal 1936 allieta le vie di Testaccio, ma magari in molti non sanno che tipo di personaggio fosse in principio il suo gestore: poteva infatti capitare di essere tra quegli sfortunati, che a naso Felice valutava non idonei, ed essere rifiutati anche a locale vuoto.
Il locale che è stato oramai ristrutturato, per quanto abbia assunto un carattere più innovativo nell’aspetto, conserva il fascino dovuto alla sua storia e un’esperienza decennale. Prenotare è un obbligo.

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Ci sediamo in un angolino della sala centrale purtroppo vicino ai bagni, ma a parte l’andirivieni delle persone nessun altro fastidio. Ci lasciamo convincere dal cameriere ad ordinare un involtino di melanzane al forno con menta e mozzarella, buono ma è stato tutto il resto a sorprenderci a partire da un ottimo carciofo alla romana.20121216-173515.jpg20121216-173617.jpg

Senza farci sopraffare dalla curiosità di assaggiare altro ordiniamo immediatamente la cacio e pepe che continua a dargli fama in tutta la capitale e che prevede il fantastico rituale in cui il cameriere mescola per vari minuti il cacio e il pepe che si trovano ai lati del piatto con la pasta e amalgamando egregiamente il tutto in una perfetta combinazione cremosa; il tutto effettuato rigorosamente con cucchiaio e di fronte al cliente.

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E’ nell’ordinazione dei secondi che troviamo massima soddisfazione, assaporando un delizioso abbacchio al forno con patate (chiedete la parte del rognone) che può sembrare all’ apparenza semplice ed obsoleto, ma che riassume tutta l’esperienza che Felice possiede.
Ottimo anche il trittico di bollito tra cui la lingua, su nostra richiesta accompagnata da una salsa verde incredibilmente buona.

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20121216-173601.jpgCi si alza in fretta perché il servizio è tra i più rapidi avendo una clientela vastissima, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Inoltre è aperto sino a tardi per turni post teatro.

Felice insomma sa come renderci “felici”!

Ristorante Tazio, Hotel Exedra, Repubblica, Roma

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Chiusura:                                                    Prezzo: 80-120 euro

Piazza della Repubblica 47
00185 Roma, Italia (Castro Pretorio)
tel. +39 06 489 381
fax +39 06 489 380 00
 

Approfittiamo della DiningCity Rome RestaurantWeek per regalarci una cena nel ristorante Tazio dell’Hotel Exedra in piazza della Repubblica.

La location è ovviamente stupenda, il locale è elegante e raffinato anche se per i nostri gusti è un po’ eccessivo e ridondante; i tavoli sono separati tra loro da strutture in legno che da una parte regalano più privacy, ma dall’altra creano un po’ un senso di oppressione. L’accoglienza è stata molto cordiale, dopo aver dato il nome della prenotazione all’ingresso ci hanno fatto immediatamente accomodare al nostro tavolo.

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Appena seduti ci arriva subito una piccola entrée offerta dallo chef Niko Sinisgalli: un tortino di patate con salsa al tartufo buono, spumoso e cremoso leggermente dolce, molto piacevole al palato. Sul tavolo un vassoio di panini fatti in casa al sesamo, al rosmarino, ai semi di zucca.
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Decidiamo di assaggiare due menu diversi per poter provare tutto, quella sera erano previsti un menu di terra e un menu di mare. Il primo prevedeva delle pappardelle di castagne ai porcini con tartufo di Norcia e crema di topinambur, un cosciotto di agnello lucano in crosta di erbe mediterranee e verdure al forno mentre per il secondo menu dei paccheri patate, gamberi e caviale e una tempura di gamberi e verdure.

Entrambi i primi erano ben presentati, ma soprattutto senza eccesso con il sale e con grande rispetto del sapore naturale delle materie prime, il tutto perfettamente amalgamato e armonioso.

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La tempura era leggera e croccante con un’ottima salsina di accompagnamento.

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Entrambi i menu si concludevano con una piccola entrèe dolce offerta dallo chef che consisteva in una crema leggera con zest di arancia mirtilli e menta molto particolare nell’accostamento leggera, non troppo dolce e avvolgente e due dolci: tatin di mele alla cannella con parfait alla vaniglia di Bourbon e salsa al mascarpone e un dolce al cioccolato del quale non ricordiamo il nome.

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Infine il tutto si è concluso egregiamente con un assortimento di piccola pasticceria e il caffè. Noi eravamo completamente satolli e non siamo riusciti a finire i pasticcini, ma tutto quello che abbiamo assaggiato ci è sembrato buono, equilibrato e ben presentato, in particolare nei dolci sembra che lo chef riesca a dare il meglio di sé!

Certo il prezzo finale è davvero alto, in linea con quello che ci si aspetterebbe dal ristorante di un hotel a cinque stelle, in ogni caso la qualità dei piatti e gli ingredienti non deludono le aspettative.

Noi comunque inseriamo questo ristorante in una categoria elevata nella quale recarsi una tantum.

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Per saperne di più sullo chef Niko Sinisgalli è possibile visitare il suo sito.

Il caminetto, Parioli, Roma

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Chiusura: mai                                    Prezzo medio: 30 euro
 
Via Dei Parioli, 89
00197 ROMA
Tel. 06.8083946
http://www.caminettoroma.it

il caminetto 3Possiamo considerare Il caminetto più che un semplice ristorante come una vera e propria azienda. Superando di gran lunga i 200 coperti nel periodo invernale triplica la sua capacità ricettiva nel periodo estivo. Viene inserito in quella fascia di ristoranti chic, anche per il solo fatto di esser posizionato nel cuore del quartiere Parioli di Roma, e anche per via delle sue frequentazioni (tacco obbligatorio per il pubblico femminile). Un avviso riguardo al parcheggio: il locale all’esterno è costellato da macchine lasciate in doppia fila, una pratica legittimata dallo stesso ristorante, che chiama i proprietari tramite un megafono interno per spostarla. Nella normalità sarebbe abbastanza imbarazzante, ma in questo tipo di location acquista una certa teatralità vanesia, degna dell’eterna ricerca della celebrità del momento.

il caminetto 1

il caminetto2 Nel caso in cui riusciate a sopportare tutto questo, vi confronterete comunque con un ottimo ristorante che riesce a cucinare carne e pesce bene allo stesso modo: a partire da ottimi antipasti di fritti non dozzinali tra i quali la caprese calda (una pasta sfoglia con una fetta di pomodoro e mozzarella leggermente fusa) che è una vera delizia.

“Il piatto all’occhiello” un po’ desueto ma che vi regalerà sorprese è la mezza manica al ragù bianco di vitella: una gioia per il palato.

Per stomaci senza paura la tartara di carne con cipolla e aceto è davvero appagante, come anche l’hamburger di carne.

A chiudere il tutto un piatto che adoriamo della cucina ebrea: il cervelletto fritto con le  zucchine che è una leccornia anche per i non amanti del fritto.

Ai Marmi, Trastevere, Roma (obitorio)

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Chiusura: mercoledì                                    Prezzo medio: 15-20 euro

Viale Di Trastevere n 53
00153 Roma
06.5800919
 

La pizzeria Ai marmi, nome che deriva dai tavolini col piano in marmo e affettuosamente ribattezzata dai romani “L’obitorio” per lo stesso motivo, è molto nota nel quartiere che la ospita, largamente frequentato da turisti e romani, e facilmente rintracciabile dalla lunga fila di persone che si va a creare di fronte le sue vetrine; si trova all’inizio di viale Trastevere e rimane sempre un caposaldo della pizza.
L’ambiente è informale e spartano, gli abili pizzaioli sfornano miriadi di pizze sui classici piattoni bianchi e i tavoli hanno tovaglie di carta.
Nel continuo caos del vociare della tipica pizzeria romana, le persone in fila che aspettano il proprio turno, i volteggi dei piatti tra le mani dei camerieri, sfrecciano fritti e antipasti sicuramente al di sopra della media delle pizzerie romane, ottimi il supplì, il filetto di baccalà e il fiore di zucca, un po’ meno buone le olive ascolane, decisamente surgelate.
Oltre alle classiche pizze, tutte basse e “scrocchiarelle” coi bordi bruciacchiati come da tradizione romana, abbiamo assaggiato una capricciosa con uovo alla Bismarck molto sfiziosa e un ottimo calzone ripieno.

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Il grande vantaggio che offre l’obitorio è che è aperto fino a tardi, ma fate attenzione perché se non prenotate dovrete aspettare un bel po’ in fila lì davanti soprattutto se siete tanti; ma ormai sembra quasi una trafila accettata di buon grado dai clienti, in particolar modo in estate quando, per ingannare l’attesa e nonostante la fila, si chiacchiera allegramente al fresco e a volte anche con i pizzaioli o i camerieri in pausa sigaretta (tutti alla mano e cordiali) godendo dello “struscio” serale trasteverino.

Dato che per noi è tra le pizzerie storiche romane la inseriamo negli imperdibili, un indirizzo sicuro se siete a corto di idee!

Bakery House, Corso Trieste, Roma

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Chiusura: Mai                            Prezzo: 5-30 euro a seconda del tipo di pasto

Corso Trieste 157 b/c
Roma
Tel: 06.94377841
www.bakeryhouse.it
info@bakeryhouse.it

Non è una semplice pasticceria questo variegato locale dalle molteplici offerte. Appena entrati diventa impossibile non riempirsi gli occhi di colori, odori e sapori perché sul bancone in bella vista trovi sempre fette di torte, biscotti, cupcakes, lieviti, muffins e brownies.

Noi ci siamo capitati nel periodo di Halloween e le vetrine erano piene di torte coperte di pasta di zucchero e cupcakes a tema con zucche, tombe e pipistrelli. Il locale è un po’ piccolo, ma i colori pastello gli danno respiro a differenza delle tantissime persone che lo affollano di continuo, in particolare gli studenti della scuola poco lontana che passano ore sugli ipad a disposizione dei clienti sulle mensole, sbocconcellando dolcetti e bevendo caffè.

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Da Bakery House la formula pranzo/cena è il classico panino o bagel americano con hamburger o pollo quindi sperando in un pranzo veloce ci sediamo ad un tavolino dopo una discreta fila. Alla fine però il nostro pranzo tanto veloce non è stato visto che ci hanno portato i piatti dopo mezz’ora di attesa. Avevamo ordiniamo un club sandwich, un cheeseburger e un chicken bagel tutti accompagnati da patatine fritte.

I panini erano tutti decisamente gustosi, ma forse ci aspettavamo qualcosina in più. Il nostro preferito: cheesburger! Il prezzo medio per un panino variava dai 10 ai 15 euro circa.

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Per concludere senza aspettare ci portiamo a casa direttamente dal bancone delle fette di torta nelle loro pratiche vaschette take-away: una cheesecake molto buona, due cupcake e una carrot-cake decisamente indimenticabile!

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Per gli appassionati dei dolcetti zuccherosi con crema al burro e i tipici panini americani Bakery House è il paradiso! Parcheggio impossibile, prenotazione necessaria. Molto carino anche per il brunch!

Luperini, Montesacro, Roma

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Chiusura: –                                              Prezzo: Dipende dal tipo di consumazione

Via Val D’Ossola 54
00141 Roma, Italia
 

Oggi desideriamo parlarvi della pasticceria Luperini in zona Montesacro nella quale almeno una volta al mese veniamo a pranzare di domenica. Ormai è una tappa fissa perché senza spendere una fortuna mangi dei tramezzini ottimi con pan brioche fatto in casa imbottito con ingredienti di qualità, prosegui con pasticcini buonissimi o con una fetta di torta setteveli, loro specialità, e concludi con un caffè davvero speciale.

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Ottimi anche le tartine e i cornetti salati farciti, ma i nostri preferiti restano il tramezzino all’insalata di pollo e le varianti più appetitose come il tramezzino al lardo di colonnata. Provate il classico al prosciutto cotto e formaggio appena scaldato e ve ne innamorerete!

Bellissimi da vedere e anche da mangiare i vecchi ferri del mestiere di cioccolato, che sembrano di vero ferro e ruggine..un po’ pesanti anche per il portafogli!

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Rimane il nostro bar preferito per il brunch domenicale, lo inseriamo quindi negli imperdibili!

Cristalli di zucchero, Circo Massimo, Roma

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Chiusura:                                                          Prezzo:

Via di Val Tellina 114
00151 Roma
Tel. 06 58230323

Ancora caldissime le giornate romane di ottobre, talmente calde da permetterci di passeggiare per la città ancora a maniche corte e godere di un bel sole caldo.

Passeggiando in via dei Cerchi ci fermiamo a prendere il caffè da Cristalli di zucchero, pasticceria già molto nota per le diverse sedi a Roma. Questa in via dei Cerchi ha le pareti scarlatte e mensole e banconi chiari e illuminati. Tutto ha un ordine e una precisa sistemazione, cosa che contribuisce all’aspetto gradevole del bar. I pasticcini sono tutti in bella vista col nome e ingredienti esposti in uno dei due banconi.

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Alla fine del bancone dei dolci c’è una sparata di macarons coloratissimi di vari gusti. Per chi non lo sapesse i macarons sono dei dolcetti di origine francese formati da due meringhette lisce e tonde fatte con albumi e farina di mandorle che racchiudono uno strato di crema che può essere una ganache al cioccolato, della marmellata, della crema classica o aromatizzata e i gusci stessi possono essere al lampone, al pistacchio, al cacao. La pasticceria più famosa che ne detiene praticamente la paternità è Ladurée, che è francese, ma che di recente ha aperto un punto vendita anche a Roma, in via Borgognona.

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Il bancone sul quale viene servito il caffè ospita invece la pasticceria salata, i bagels, i lunch box già pronti per chi lavora qui vicino, i cornetti salati farciti, i finger food monoporzione e rustici e pizzette.

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Noi non avevamo mai assaggiato i macarons prima di entrare da Cristalli di zucchero, quindi il nostro in realtà è un parere da poco esperti, ma nel complesso il dolcetto non ci ha entusiasmati granchè, oltretutto costa ben 1,20 euro ed è piuttosto piccolino. Il cannolo invece era davvero buono e croccante.

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Per far felici anche gli amici abbiamo riportato a casa 4 pasticcini (che di “ino” non hanno nulla perchè sono enormi), un profiterole, una tortina alla nocciola, un semifreddo al torroncino e una tortina alla crema con frutta. Tutti deliziosi.

Se dobbiamo trovare un lato negativo del bar, oltre il fatto che la qualità dei prodotti la fanno pagare, giustamente dirà qualcuno, anche cara, è che è un po’ piccolo e non ci sono tavolini per sedersi a gustare le paste, quindi è più un “mordi-e-fuggi” in cui prendere il caffè in piedi, assaggiare qualcosa o prendere il pranzo per l’ufficio e tornare a passeggiare per il circo massimo o ritornare a lavoro.

Certo è che presentarsi a casa di qualcuno con i loro dolci piuttosto che con le solite “pastarelle” farà di sicuro la sua figura.

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Bar L’e, Piazza Euclide, Roma

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Chiusura: Mai                 Prezzo: Dipende dal tipo di consumazione, in genere caro
 
Indirizzo: P.zza Euclide 45
00197 Roma, Italia
Tel. +39 06 80687522

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Sono molto curati e moderni gli interni di questo famoso bar in piazza Euclide, praticamente sempre aperto, che offre caffè, supplì, calzoni fritti e mozzarelle in carrozza deliziosi, sandwich e tramezzini, pizza espressa e dolcetti mignon, ma anche cornetti, brioches e paste.  La domenica è frequentatissimo e dovrete attendere non poco per il classico “cappuccio e cornetto”.

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Di recente abbiamo provato anche il loro delizioso brunch domenicale a buffet, frequentato purtroppo da un pubblico non giovanissimo, probabilmente per la zona e per la scelta delle pietanze che ricadono più sul classico che sui classici buffet americani con pancake, cheesecake e piatti salati. Ma per un totale di 20 euro si potranno assaggiare a volontà ottimi piatti che cambiano ogni volta e deliziose torte per concludere il pasto. Consigliato!

La torrefazione, Viale Adriatico, Roma

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Chiusura: Domenica                Prezzo: I generi alimentari un po’ cari, ma nella media   delle torrefazioni

Indirizzo: Viale Adriatico 1
00139 Roma, Italia
Tel: 06.87192734

La Torrefazione è un caposaldo di questa zona e si rivela sempre una conferma per l’acquisto di generi alimentari ricercati, bottiglie di vino o liquori, per un ottimo caffè o per un aperitivo vario e di qualità.

Noi ci siamo andati di venerdì per un aperitivo in un gruppo di persone ben nutrito. Ordiniamo 7 bicchieri di Conti Wallenburg, delle ottime bollicine trentine che ci consiglia Francesco, il gestore. I bicchieri arrivano accompagnati da patatine, del formaggio ubriaco all’aleatico, delle ciotoline di pasta al ragù purtroppo scotta, del formaggio zafferano e pepe, un vassoio con tartine bieta e aceto balsamico, tonno, pomodoro e salsiccia, bocconcini di spuntature e salsicce, dei tramezzini misti, degli affettati misti.

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Proseguiamo con un Gewurtztraminer termeno buonissimo e fruttato, sempre dietro consiglio di Francesco. Dopo aver assaggiato tutte le sue prelibatezze non ci neghiamo un giro nel negozio e acquistiamo anche dei cioccolatini e della pasta di nocciole. Infatti qui potete trovare selezioni di cioccolate e marmellate particolari, bottiglie ricercate e ottimo caffè in grani o macinato. Da non perdere le degustazioni che organizzano i gestori!

La carnalona, Vomero, Napoli

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Chiusura:                                        Prezzo: 15-20 euro

Via Luca Giordano 99
Napoli, Italia
+ 081 5586 060

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Degli amici ci consigliano di cenare presso questo risto-pub al Vomero perché probabilmente in zona è uno dei pochissimi in cui è possibile mangiare qualcosa di sostanzioso senza spendere una fortuna. Il locale, un po’ nascosto sulla via principale, è arredato un po’ alla buona e caratterizzato da quadri e illustrazioni boteriane.

Ordiniamo per antipasto i famosi sfizi alla montanara e gli spiedi di pollo. I primi molto buoni, appetitosi e abbondanti!

20121016-190454.jpgSubito dopo ordiniamo dei panini alla carnalona con hamburger accompagnati da patatine stick o chips di patate. Sfortunatamente la carne non ci sembra molto saporita e addirittura un po’ secca; allo stesso modo il pane non è propriamente fragrante. Le patatine invece erano buone e caldissime. Francamente però ci aspettavamo di meglio.

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