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Chiusura: Domenica                         Prezzo: 18-20 Euro

Piazza de’ Renzi, 15
00153 Roma
06 5803798

Augusto a Trastevere

Siamo nella Roma Trasteverina. Esattamente nel tredicesimo rione.

E’ qui che in epoca Repubblicana le rive del Tevere si popolavano di quei lavoratori che avevano a che fare con il fiume  come marinai, pescatori ed immigranti. Ed è qui  che nasce la vera cucina popolare romana fatta in gran parte di primi piatti, sia asciutti che in brodo.

Molti di questi erano preparati con ciò che si aveva a disposizione dalle produzioni tipiche della regione (ceci, patate, broccoli, fagioli ) e con il cosidetto “quinto quarto “, che era la porzione rimanente della bestia bovina. Mentre le prime quattro parti venivano vendute alla Roma benestante, ciò che rimaneva era del popolo, (trippa, cuore, fegato, cervello, milza) e non a caso tra i piatti forti troviamo trippa, coda o pajata.

Da Augusto, ad un passo da Piazza Santa Maria in Trastevere, la sensazione  è proprio quella di sedersi in un’osteria del popolo dall’atmosfera caotica e festaiola con i tavolinetti molto vicini tra loro, con le tovaglie di carta a quadri e con la possibilita’ di sedersi accanto a degli sconosciuti (molto spesso stranieri) .

Il locale è sempre pieno e non è possibile prenotare; il consiglio è quello di cercare di arrivare presto per non aspettare troppo fuori in fila come accade di solito.

La scelta tra i piatti prevede uno o due tipi di pasta (ravioli o rigatoni per esempio) da condire con vari sughi: di carne, cacio e pepe, matriciana o gricia e il menù cambia a seconda dei giorni della settimana come era tipico nella cucina romana quindi troviamo gnocchi o osso buco il giovedì, pasta e ceci e baccalà il venerdi o la trippa al sabato.

Siamo andati da Augusto un venerdì a pranzo, arriviamo presto verso l’una e troviamo subito posto per sederci. Dopo pochi minuti il locale si riempie, c’è molto ricambio perchè i piatti arrivano in fretta ma nonostante questo la fila fuori si allunga. Scegliamo un piatto di ravioli conditi con matriciana, un arrosto  di vitella, un bollito con salsa verde molto buono e per contorno fagioli corallo al pomodoro che ci ricordano quelli della nonna. Per dolce ordiniamo una torta alla crema con pinoli.

Non possiamo certo parlare di una cucina a cinque stelle, ma sarebbe sbagliato farlo in questi termini perché da Augusto non è ciò che ci si aspetta; è piuttosto un’osteria tipica in cui sostare in allegria a mangiare un boccone per poi continuare a passeggiare per i vicoli di Trastevere. Sicuramente è una tra le tappe romane obbligate per un pranzo veloce, economico e caotico!

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